Che cosa intendiamo quando parliamo di energia
Una parola che usiamo ogni giorno, spiegata attraverso il corpo, le emozioni e la visione spirituale, con i piedi ben piantati a terra.

“Accanto a quella persona la mia energia si abbassa.” “In quella stanza c’era un’energia pesante.” “Oggi ho una marcia in più.” Usiamo la parola energia continuamente, quasi d’istinto. Nel mondo della crescita personale, però, a volte suona vaga e difficile da afferrare. Proviamo a guardarla da vicino, con due lenti diverse.
L’energia vista dal corpo
Partiamo dalla parte più concreta. Il nostro corpo è un sistema che produce, usa e gestisce energia in ogni istante, e il modo in cui lo fa dipende moltissimo dallo stato del sistema nervoso.
Quando percepiamo una minaccia, anche solo una mail o un pensiero, il sistema nervoso attiva la risposta allo stress: il cuore accelera, i muscoli si tendono, l’attenzione si restringe. È una modalità preziosa nelle emergenze, e molto costosa quando diventa la normalità. Quando invece ci sentiamo al sicuro, si attiva la parte del sistema nervoso dedicata al riposo, alla digestione, alla rigenerazione. In quella modalità il corpo ripara, la mente si apre, diventiamo più creativi e più presenti.
Molto di ciò che chiamiamo “sentirsi carichi” o “sentirsi svuotati” dipende da quanto tempo trascorriamo nell’una o nell’altra modalità.
Le emozioni abitano il corpo
Nel 2014 un gruppo di ricercatori finlandesi guidati da Lauri Nummenmaa ha chiesto a centinaia di persone di indicare su una sagoma dove sentissero le diverse emozioni. Le mappe che ne sono uscite erano sorprendentemente simili anche tra culture diverse: la rabbia nelle braccia e nel petto, l’ansia nel petto, la tristezza come un affievolirsi degli arti, la felicità diffusa in tutto il corpo, dalla testa ai piedi.
È una conferma scientifica di qualcosa che sappiamo da sempre: le emozioni sono stati del corpo, oltre che pensieri. Hanno una temperatura, un peso, una direzione. E la psicologia ha osservato anche che le emozioni si trasmettono: tendiamo a sincronizzarci con chi ci sta accanto, nel tono di voce, nella postura, nel ritmo. È il motivo per cui alcune persone ci fanno sentire più leggeri e più vivi.
L’energia vista dallo spirito
Nella visione spirituale l’energia è la sostanza stessa di cui siamo fatti. Ogni pensiero, emozione e intenzione viene descritto come una vibrazione con una sua frequenza: più densa nella paura e nella colpa, più leggera ed espansa nella gratitudine, nell’amore, nella fiducia. Molte tradizioni insegnano che tendiamo ad attirare ciò che risuona con la frequenza che viviamo più spesso.
Possiamo sentire la verità di queste parole anche nella vita di tutti i giorni. Basta ricordare come cambia una giornata quando la iniziamo sereni: le stesse cose, viste da uno stato luminoso, sembrano appartenere a un’altra vita.
Due lingue per la stessa esperienza
Credo che scienza e spiritualità, su questo tema, stiano descrivendo la stessa esperienza con due vocabolari diversi. Ciò che una chiama regolazione del sistema nervoso, l’altra la chiama equilibrio energetico. Ciò che una chiama contagio emotivo, l’altra la chiama risonanza. Possiamo usarle entrambe, per capire meglio cosa ci accade e scegliere con più consapevolezza dove mettere la nostra energia.
Prendersi cura della propria energia
In pratica, prendersi cura della propria energia significa gesti molto quotidiani: dormire bene, passare tempo nella natura, respirare lentamente quando ci accorgiamo di essere in allerta, scegliere con cura le persone e gli ambienti che frequentiamo, imparare a dire sì soprattutto a ciò che ci nutre. Sono gesti semplici, fatti di attenzione e di ascolto: ci riportano a qualcosa che abbiamo sempre sentito e che oggi possiamo finalmente accogliere.
Queste riflessioni nascono per ispirarti nel tuo cammino di ogni giorno e camminano volentieri accanto al supporto medico o psicologico, quando lo desideri.